accusativo

ac|cu|ṣa||vo
s.m.
ca. 1300; dal lat. accusatīvu(m) sott. casu(m) “caso”, cfr. gr. aitiatikḗ “causativo” sott. ptôsis “caso”, der. di accusāre “accusare”.

TS ling., gramm.
caso della declinazione di varie lingue indoeuropee che esprime il complemento oggetto e , solitamente con l’ausilio di alcune preposizioni , specie nelle fasi linguistiche più recenti , anche il complemento di moto a luogo , di tempo determinato , ecc.; anche agg.: caso accusativo

Polirematiche

accusativo alla greca
loc.s.m.
TS ling.
1. => accusativo di relazione
2. forma irregolare dell’accusativo latino che richiama la costruzione morfologica del greco (es: poesin “poesia”)
accusativo assoluto
loc.s.m.
TS ling.
nella sintassi greca, forma del participio neutro all’accusativo con valore impersonale (es: déon “essendo necessario, …”)
accusativo con l’infinito
loc.s.m.
TS ling.
nella sintassi di diverse lingue indoeuropee, costruzione con cui vengono introdotte le proposizioni soggettive e oggettive (es. nuntiavit hostes appropinquare “annunciò che i nemici si avvicinavano”)
accusativo dell’oggetto interno
loc.s.m.
TS ling.
nella sintassi latina, a. che esprime il complemento oggetto rappresentato da una parola che ha la stessa radice del verbo o un significato ad esso analogo (es: vivere vitam “vivere la vita”)
accusativo di relazione
loc.s.m.
TS ling.
nella sintassi latina, accusativo retto da un participio o da un aggettivo (es.: manus post terga revinctus “con le mani legate dietro la schiena”) | nella sintassi italiana, complemento diretto che dipende da un participio o da un aggettivo (come ad es. sparsa le trecce morbide) usato nel linguaggio letterario
doppio accusativo
loc.s.m.
TS gramm.
costrutto grammaticale di verbi che reggono l’accusativo della persona e quello della cosa
Il dizionario di italiano dalla a alla z
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