1lui

lui
pron.pers. di terza pers.m.sing., s.m.inv.
av. 1294; lat. *(il)lūi, dat. di ille “quello”.

FO
I. pron.pers. . pron.pers. di terza pers.m.sing.
1a. FO usato come complemento oggetto e come complemento di termine, quando sia necessario conferire un certo rilievo, in luogo delle forme clitiche lo e gli, oppure in funzione di complemento indiretto preceduto da prep.: pensavo proprio che avrebbero assunto lui, dovresti comunicarlo a lui, sono andato al mare con lui, sono proprio stanca di lui | di regola quando sia preceduto da quanto, come e sim.: ne so quanto lui, è alto come lui | nel linguaggio burocratico, il di lui, la di lui, usato in luogo dell’aggettivo possessivo: il di lui padre, la di lui madre
1b. LE OB come compl. di termine senza la prep. a: per dar lui esperienza piena (Dante)
2. FO spec. nella lingua parlata, si usa in funzione di soggetto in luogo di egli o esso: lui è partito ieri, lui non verrà | si usa obbligatoriamente quando si vuole dare particolare rilievo al soggetto o all’opposizione fra due soggetti o quando il soggetto sia posposto: io lo farei, lui no, è lui che me l’ha detto | quando è preceduto da anche, neppure, nemmeno, perfino e sim.: non è venuto neanche lui, mancava perfino lui, anche lui ama il teatro, neppure lui sa dove siamo | nelle esclamazioni, in espressioni ellittiche o enfatiche: beato lui!, contento lui | come predicato dopo i verbi essere, parere, diventare, sembrare, ecc.: non sembra, non è più lui | in costrutti participiali, gerundivi e con il verbo all’infinito: lui rinunciare alla partita?, andato via lui, cadde il silenzio, organizzando tutto lui, io sono tranquilla
II. s.m.inv.
1. FO fam., uomo amato, fidanzato, compagno: ti presento il mio lui, è uscita con il suo nuovo lui
2. LE indica l’essenza, l’interiorità di una persona: quel nuovo lui che … sorgeva come a giudicare l’antico (Manzoni)
Il dizionario di italiano dalla a alla z
pubblicità