parola

pa||la
s.f.
av. 1250; lat. tardo parabŏla(m) propr. “1parabola”, cfr. ebr. midrāš.


1a. FO unità distinguibile nelle frasi che usiamo nel parlare e scrivere: sono tre parole: ti voglio bene, parola di quattro lettere, testo di mille parole, il bimbo ha imparato una nuova parola, cosa significa, come si scrive questa parola? | la realizzazione fonetica di tale unità: articolare, storpiare, pronunciare bene le parole; mangiare, mangiarsi le parole: parlare velocemente troncando le parole che si pronunciano | l’unità grafica corrispondente: ero così stanca che le parole mi scorrevano sotto gli occhi senza che le capissi
1b. TS ling. nella generalità delle lingue, entità costituita da uno o più morfi, la cui unità è garantita dalla messa in rilievo dell’accento intorno a cui si raggruppano le sillabe dei polisillabi, dalla relativa libertà di dislocazione entro la frase, dalla non intercalabilità di altre entità analoghe entro il significante, dalla relativa rigidità della successione dei morfi entro l’entità; riconosciamo andiamo come una parola per il raggruppamento delle sillabe intorno a un’unica sillaba tonica, perché è possibile dire noi andiamo domani ma anche andiamo noi domani o noi domani andiamo, perché non è accettabile *andacasaiamo; perché non è accettabile *iamoand | le entità così definite sono, nelle lingue flessive e agglutinanti, la forma, declinata o coniugata, che assume il lessema a seconda delle contingenze sintattiche e grammaticali | lessema, unità lessicale, indicata di solito con la forma di citazione usuale nelle varie tradizioni grammaticali e lessicografiche, cui si riconducono le diverse forme flesse (andiamo, andassimo, sono forme della parola italiana andare): parola di etimo incerto, di origine germanica, composta, arcaica, obsoleta; parola ricercata, rara, popolare, dotta
2. FO estens., con significato generico spec. in usi iperbolici, frase, discorso: aver bisogno di una parola di conforto; spendere, dire una parola a favore di qcn.; dire due parole, parlare brevemente; rivolgendosi a qcn. cui si vuole parlare: dottor Rossi, una parola, solo una parola; non capire, non sapere una parola, non capire, non sapere niente | estens., spec. al pl., ciò che si dice, discorso: le tue parole mi rallegrano, stando alle sue parole non dovrebbero esserci problemi, parole d’amore, d’odio; parole sante!, sante parole!, parole d’oro!, per approvare ciò che qcn. dice | non avere, non trovare parole, non riuscire a esprimersi a causa di una forte emozione, spec. per rincrescimento, stupore o ammirazione
3. FO estens., spec. al pl., ciò che si dice, in contrapposizione a ciò che si fa: vogliamo fatti, non parole; a parole sono tutti capaci, è una parola!, è facile a dirsi ma non a farsi | discorsi inutili o inconcludenti, chiacchiere: sommergere, ubriacare qcn. di parole
4. FO consiglio, insegnamento: ascoltare, seguire le parole di qcn.; con riferimento alla religione cristiana: parola divina, parola di Cristo, del Maestro, parola di vita
5. FO facoltà naturale di parlare: perdere, riacquistare la parola, l’uso, il dono della parola, disturbi della parola, gli manca solo la parola, di animale molto intelligente, o anche di figura umana rappresentata in modo molto espressivo e realistico
6. FO modo, capacità di esprimersi: avere la parola facile, pronta
7. FO espressione del proprio pensiero, delle proprie idee: libertà di parola | possibilità di intervenire in un dibattito, un’assemblea e sim.: chiedere, ottenere, prendere la parola, la parola all’accusa, alla difesa, nei processi, formula con cui si invitano le parti a parlare
8. FO cenno, menzione: non una parola di quanto ho detto
9. FO impegno verbale, promessa: dare la propria parola, rimangiarsi la parola, mantenere la parola data, sulla mia parola, parola mia, è andata così
10. TS inform. insieme di bit, considerati come singola unità nella memoria
11. TS ling. non com. => parole
12. TS giochi => parole

Polirematiche

arrotare le parole
loc.v.
BU
parlare a denti stretti in segno di minaccia.
buona parola
loc.s.f.
CO
parola gentile, affettuosa | estens., raccomandazione: metterci, mettere una buona parola
dare la propria parola
loc.v.
CO
promettere
di parola
loc.agg.inv.
CO
di qcn., che mantiene la parola data: uomo di parola, essere di parola
di poche parole
loc.agg.inv.
CO
di qcn., che parla poco, non loquace: persona burbera e di poche parole
dosare le parole
loc.v.
BU
pesare le parole.
famiglia di parole
loc.s.f.
TS ling.
=> famiglia lessicale
figura di parola
loc.s.f.
TS ret.
f. retorica che può essere per aggiunta, come ad es. l’anafora, l’antistrofe, ecc., o per sottrazione, come ad es. l’asindeto e altre trasposizioni (in lat. figurae elocutionis) che investono la forma delle parole in una frase
gioco di parole
loc.s.m.
CO
parola, frase, discorso a doppio senso; bisticcio
giro di parole
loc.s.m.
CO
circonlocuzione, perifrasi: ha fatto un lungo g. di parole per esprimere un concetto semplicissimo  
in altre parole
loc.avv.
CO
esprimendosi in modo diverso
in parola
loc.avv.
loc.agg.inv. CO
1. loc.avv., in trattative: essere in parola con qcn. per l’acquisto di un’auto, tenere qcn. in parola
2. loc.agg.inv., di cui si sta parlando: la persona in parola
in parole povere
loc.avv.
CO
in modo semplice e sintetico: spiegami in parole povere cosa vuoi dire | anche per indicare che si vuole rendere esplicito ciò che altri hanno lasciato intendere velatamente: in parole povere vuoi essere aiutato?
in una parola
loc.avv.
CO
in modo estremamente breve, conciso
le ultime parole famose
loc.s.f.pl.
CO
scherz., per indicare affermazioni che vengono del tutto smentite dai fatti
levare le parole di bocca
loc.v.
CO
dire esattamente quello che un altro stava per dire; anticipare
liturgia della parola
loc.s.f.
TS lit.
nel cattolicesimo, parte della messa in cui si leggono brani dell’Antico e del Nuovo Testamento
l’ultima parola
loc.s.f.
CO
la parola decisiva, decisione finale e definitiva: vuole sempre avere l’ultima parola; non è ancora detta l’ultima parola, per indicare che la situazione può ancora cambiare
mancare di parola
loc.v.
CO
non mantenere le promesse, la parola data
mettere la parola fine
loc.v.
CO
far terminare definitivamente: mettere la parola fine a una relazione
mezza parola
loc.s.f.
CO
parola o frase che dice e non dice: buttare là una mezza parola, alludere
nel vero senso della parola
loc.avv.
CO
letteralmente, veramente, spec. posposto: è un genio, nel vero senso della parola
parola chiave
loc.s.f.
1. TS ling. p. che nei testi di un autore, o in un linguaggio speciale, ha frequenza maggiore della sua media abituale
2. TS inform. in una banca dati, dato che per la posizione o il contenuto permette di accedere alle informazioni o di selezionarle in base a un determinato criterio
parola composta
loc.s.f.
TS gramm.
composto, vocabolo risultante dall’unione di due o più elementi lessicali, esistenti in una lingua anche come lessemi autonomi o, comunque, come nel caso dei confissi, anche fuori del vocabolo in questione con un relativo grado di autonomia
parola d’accesso
loc.s.f.
TS inform.
=> password
parola di Dio
loc.s.f.
TS relig.
l’insieme degli insegnamenti e delle norme di vita cristiana contenuti nelle Sacre Scritture
parola d’onore
loc.s.f.
CO
affermazione o promessa che ha come garanzia l’onore di chi la pronuncia: dare la propria parola d’onore; anche come esclamazione: ti assicuro che è così, parola d’onore!
parola d’ordine
loc.s.f.
CO
1. [1790; cfr. fr. mot d'ordre] p. o frase segreta usata come segno di riconoscimento fra militari | estens., p. o frase che esprime un'intesa, un accordo, spec. segreto: la p. d'ordine è resistere
2. TS bibliotec. p. scritta in testa alle schede di un catalogo per agevolarne l'ordinamento alfabetico e la consultazione
3. TS inform. -> password
parola dotta
loc.s.f.
TS ling.
p. che, introdotta nel lessico attraverso prestiti o calchi da lingue scritte di grande prestigio culturale (ad es. per l’italiano dal greco e dal latino), non ha subito l’evoluzione fonetica del lessico di base
parola fantasma
loc.s.f.
TS ling.
in lessicografia, p. che non ha mai avuto uso reale (ad es. una falsa attestazione o un errore di stampa), ma è stata registrata erroneamente dai dizionari come parola esistente
parola fonologica
loc.s.f.
TS ling.
unità accentuale anche di più parole grafiche (per es. in it. ci si mette, in lat. ad Romam)
parola forma
loc.s.f.
TS ling.
nelle lingue flessive e agglutinanti, ciascuna delle forme che un lessema assume a seconda delle regole e delle esigenze sintattiche e grammaticali nei diversi contesti possibili
parola grafica
loc.s.f.
TS ling.
unità grafica per lo più, ma non sempre, corrispondente alla parola fonologica (così per es. in per lo più alle tre unità grafiche distinguibili graficamente corrisponde un’unica parola fonologica)
parola grammaticale
loc.s.f.
TS ling.
=> parola vuota
parola intensiva
loc.s.f.
TS ling.
quella che esprime una nozione con particolare forza espressiva
parola lessicale
loc.s.f.
TS ling.
=> parola piena
parola macedonia
loc.s.f.
TS ling.
termine composto da due o più parole che unendosi perdono le sillabe iniziali o finali (ad es. cartolibreria, composto da cartoleria e libreria)
parola magica
loc.s.f.
CO
secondo credenze magiche, p. che, se pronunciata, permette il compiersi di un incantesimo; anche fig.: “denaro” è la parola magica che ti permetterà di frequentare quell’ambiente
parola per parola
loc.avv.
CO
esattamente con le stesse parole, letteralmente: ripetere qcs. parola per parola
parola piena
loc.s.f.
TS ling.
p. appartenente alle categorie grammaticali dei sostantivi, degli aggettivi, dei pronomi, dei verbi o degli avverbi, che ha un contenuto semantico autonomo indipendente dalla posizione all’interno della frase
parola pregrammaticale
loc.s.f.
TS ling.
p. che non fa rigorosamente parte della lingua come sistema e norma (es. le voci onomatopeiche)
parola sinsemantica
loc.s.f.
TS log.
=> sincategorema
parola vuota
loc.s.f.
TS ling.
p. appartenente alle categorie grammaticali delle congiunzioni o delle preposizioni, che non ha un contenuto semantico autonomo, ma svolge all’interno di una frase una funzione prevalentemente sintattica
parole crociate
loc.s.f.pl.
CO
cruciverba
parole grosse
loc.s.f.pl.
CO
insulti, ingiurie: alla fine della discussione sono volate parole grosse
parole in libertà
loc.s.f.
TS lett.
espressione con cui F.T. Marinetti nel “Manifesto tecnico della letteratura futurista” del 1912, definì lo stile che, libero dalle tradizionali regole di metrica, sintassi, punteggiatura, ha il fine di ottenere una sintesi immediata della realtà
parole incrociate
loc.s.f.pl.
CO
cruciverba
parole sacramentali
loc.s.f.pl.
TS lit.
quelle della formula di un sacramento, di un rito, ecc.
passare parola
loc.v.
CO
diffondere oralmente una voce, una notizia
pesare le parole
loc.v.
CO
misurare, valutare con prudenza ciò che si dice, tenendo conto degli effetti che questo può produrre sull’interlocutore: è molto suscettibile, con lui bisogna pesare le parole
prendere a male parole
loc.v.
CO
insultare; aggredire verbalmente
prendere in parola
loc.v.
CO
credere a qcn., aspettandosi che mantenga fede a quanto detto o promesso
prendere la parola
loc.v.
CO
intervenire in una discussione spec. in pubblico, in un dibattito o sim.
scambiare due parole
loc.v.
CO
parlare
senza parole
loc.agg.inv.
CO
muto per lo stupore: mi ha fatto rimanere senza parole
sprecare le parole
loc.v.
CO
sprecare il fiato
sulla parola
loc.avv.
CO
facendo affidamento soltanto su una promessa o un’assicurazione verbale: credere, fidarsi sulla parola; giocare sulla parola, con l’impegno verbale di pagare i debiti nei termini stabiliti.
togliere le parole di bocca
loc.v.
CO
levare le parole di bocca.
troncare le parole in bocca
loc.v.
CO
interrompere qcn. mentre parla impedendogli di proseguire.
vendere parole
loc.v.
CO
fare discorsi, promesse e sim., ma senza realizzarli
venire a parole
loc.v.
CO
litigare, avere una discussione con qcn.
Il dizionario di italiano dalla a alla z
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