miseria

mi|ṣè|ria
s.f.
av. 1294 nell'accez. 3b; dal lat. misĕrĭa(m), v. anche misero.

AU
1. condizione di grande povertà, di estrema indigenza: vivere nella miseria; non conoscere miseria: non essere in ristrettezze economiche
2. con valore interiettivo, per esprimere stupore, meraviglia o stizza, rabbia, ecc.: piantala, per la miseria!
3a. spec. al pl., estens., insieme di disgrazie, dolori e patimenti che affliggono una persona o l’umanità in generale: le miserie umane
3b. LE condizione di estrema infelicità, di profondo avvilimento: nessun maggior dolore | che ricordarsi del tempo felice | ne la miseria (Dante)
4. AU grettezza, pochezza, bassezza: miseria morale
5. AU espressione artistica, letteraria e sim., priva di valore o di originalità: quel libro è una vera miseria
6a. AU somma di denaro esigua, trascurabile: mi pagano una miseria!
6b. AU fig., cosa di poco conto; inezia, quisquilia: litigare per una miseria
7. TS bot.com., bot. com. erba perenne sempreverde del genere Tradescanzia (Tradescantia albiflora o Tradescantia viridis o Tradescantia fluminensis), con foglie striate di bianco e fiori bianchi, coltivata come pianta ornamentale, così chiamata perché si propaga con grande facilità
8. OB avarizia, spilorceria

Polirematiche

piangere miseria
loc.v.
CO
colloq., lamentarsi della propria indigenza esagerandola
porca miseria
loc.inter.
CO
colloq., esprime meraviglia e stupore, oppure rabbia, stizza, disappunto, ecc.: porca miseria, non me ne va bene una!; anche loc.s.m.inv.
Il dizionario di italiano dalla a alla z
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