vaneggiare

va|neg|già|re
v.intr.
1313-19;


1. CO parlare in modo sconclusionato, delirare per febbre, per stato confusionale, ecc. | estens., parlare a sproposito, dire cose assurde o prive di senso: smettila di vaneggiare e parla seriamente; anche v.tr., in usi ant. e lett.: ahi, Aminta! Che parli? o che vaneggi? (Tasso)
2. LE vagare con la mente, fantasticare: e tanto d’uno in altro vaneggiai, | che li occhi per vaghezza ricopersi, | e ’l pensamento in sogno trasmutai (Dante)
3. LE perdersi in cose vane, futili: del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto (Petrarca)
4. OB LE di una cavità, aprirsi: nel mezzo dritto del campo maligno | vaneggia un pozzo largo e profondo (Dante)
5. OB LE riuscire vano, restare senza effetto: quivi dei corpi l’orrida mistura … potea far vaneggiar la fedel cura | dei duo compagni (Ariosto)
6. OB LE vagare nel vuoto: e ’n tutto è fermo il vaneggiar de l’aure (Tasso)
Il dizionario di italiano dalla a alla z
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