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  1. Introduzione
  2. Lemmatizzazione e criteri generali
  3. Struttura delle voci
  4. Sillabazione
  5. Qualifica grammaticale
  6. Datazione
  7. Etimologia
  8. Marca d’uso
  9. Omografi
  10. Definizioni e accezioni
  11. Polirematiche
  12. Simboli usati nelle trascrizioni fonematiche

6. Datazione

Il Nuovo De Mauro riporta la data di prima attestazione del vocabolo a lemma, tranne in alcuni particolari casi:

  • a) varianti, la cui data viene indicata sotto la voce principale;
  • b) lemmi e le locuzioni latine a lemma (la data della loro prima documentazione in testi italiani è riportata solo se significativa);
  • c) verbi pronominali (se non vi è forte disparità con la data dell’eventuale verbo base non pronominale corrispondente);
  • d) lemmi che hanno un rimando ad un’altra voce e cioè sostantivi femminili, accorciamenti, alterati, participi: in questi casi viene riportata la data di prima attestazione solo quando considerata significativa;
  • e) prefissi, suffissi e confissi.

Tutti gli altri lemmi recano una data: come si è detto si tratta della data di prima attestazione. Essa è assunta dalle fonti più varie, in generale scritte, in rari casi anche dal parlato documentato da registrazioni scritte (verbali, trascrizioni scientifico-filologiche e simili) o dal parlato di trasmissioni radiotelevisive documentate e documentabili (cfr. l’introduzione al Grande dizionario italiano dell’uso, § 13).

La data di prima attestazione può essere seguita dalla specificazione dell’accezione a cui si riferisce, qualora questa non sia la prima. Le indicazioni possono essere formulate con:

  • a) La data di un preciso anno, eventualmente preceduta dalle specificazioni “ca.” (= circa), “av.” (= avanti), quest’ultima nel caso di opere per le quali unico dato cronologico sicuro è la data di morte dell’autore;
  • b) La specificazione di un periodo di tempo, solitamente non superiore ai 5 anni, indicato da una cifra doppia (es. 1313-19), nei casi in cui sia sicuro il periodo di composizione;
  • c) L’indicazione di un secolo con l’abbreviazione “sec.” seguita da un numero romano, per lo più con l’indicazione di “1a metà”, “2a metà” del secolo di riferimento.

Un caso a parte è rappresentato dai lemmi datati genericamente “sec. XX”. Si tratta in genere di parole che deriviamo o da fonti parlate o da fonti scritte molto recenti, coeve ai lavori redazionali del Grande dizionario italiano dell’uso (1989-99), e tuttavia troppo radicate nell’uso per potersi ritenere credibilmente riconducibili a questi nostri anni, anche se non ci è stato possibile portarli a data più antica.

Nel caso di lemmi una cui variante sia stata utilizzata per la datazione, la data, senza particolari specificazioni, può riferirsi alla prima attestazione della variante. Nel caso di verbi che abbiano un uso pronominale, la prima datazione può riferirsi all’uso pronominale se la documentazione di questo è precedente a quella dell’uso assoluto.

Il dizionario di italiano dalla a alla z
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